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Comunicato Stampa - Too many words PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavia Montecchi   
Martedì 17 Novembre 2009 14:24

Too many wordsNato a Roma nel 1984 dove vive e lavora, Chris Rain si rapporta con il mezzo fotografico come uno scrittore può farlo con un romanzo non ancora finito. “Too many worlds” racconta la parabola artistica di mondi immaginari, nati e morti dietro l’obbiettivo di Chris per essere tenuti in sospeso dall’affermazione di uno scatto. Indistintamente dalle pulsioni razionali e sceniche che sembrano costruire i luoghi delle sue fotografie, animali improbabili e donne fatiscenti ricordano momenti intimi personali che si lasciano apprezzare dal semplice fascino della casualità.

Quelle camere a basso costo, tutte uguali, iniziavano ad essere per me l’ultimo baluardo esistenziale nel quale rifugiarmi, un guscio che circoscrive uno spazio illimitato e caotico, indifferente a tutti gli eventi esterni(…). Avevo bisogno di mettermi in mostra e dopo aver trovato nella fotografia il miglior mezzo per perseguire lo scopo, cominciai a dar voce ad ogni personaggio immaginario che fino a quel giorno avesse convissuto con me.” (C.R.)

E’ con sovrapposizioni e collage di più negativi che Chris Rain modifica le sue foto analogiche, facendo in modo che il prodotto finito risulti l’immagine di un luogo in cui tutto è possibile, dove animali e persone improbabili convivono tranquillamente in un andirivieni di sguardi spauriti o provocatori che attraggono lo spettatore in un gioco voyeristico involontario. Cavalli, donne e corpi fanno parte di un mondo immaginario e Too many worlds non fa altro che sorprenderli all’interno della pulsione onirica in cui vivono.

“I miei personaggi cambiano volto, si moltiplicano o si annullano come a voler sottolineare la loro natura intangibile: loro hanno senso di esistere solamente dentro quel sogno, che una volta svanito lascia i loro fantasmi alla deriva, senza alcuna meta.” (C.R.)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Novembre 2009 18:03